Un agente usati nei test per cholinesterases, specialmente di distinguere tra enzima.
Un enzima che catalizza l ’ idrolisi di Acetilcolina di colina e acetato. Nel SNC questo enzima riveste un ruolo nella funzione di collegamenti. CE 3.1.1.7 neuromuscolare periferica.
L'espressione "colinesterasi" si riferisce a un gruppo di enzimi che catalizzano la rottura dei legami esterei tra l'acetilcolina e altri neurotrasmettitori, facilitandone il riciclo o il metabolismo.
N, N, N '"n" '-Tetraisopropylpyrophosphamide. Uno specifico inibitore della pseudocholinesterases. È comunemente usato per determinare se sperimentalmente pseudo o acetylcholinesterases sono coinvolti in un processo enzimatica.
Farmaci che inibiscono cholinesterases. Il neurotrasmettitore Acetilcolina viene rapidamente idrolizzato, e quindi inattivato, da quando cholinesterases cholinesterases divieto, l ’ azione dell ’ acetilcolina a endogenously rilasciato colinergici sinapsi è potenziato. Gli inibitori delle colinesterasi sono ampiamente utilizzata nella pratica clinica per il potenziamento degli input produttivi per il tratto gastrointestinale e nella vescica urinaria, l'occhio e i muscoli scheletrici; sono usati anche per i loro effetti sul cuore e il sistema nervoso centrale.
Un mercaptocholine usato come un reagente per la determinazione di CHOLINESTERASES. Serve anche come altamente selettivo coraggio macchia.
Un aspetto della colinesterasi 3.1.1.8 (CE).
Il processo di staccando un composto chimico con l 'aggiunta di una molecola d'acqua.
Il tasso dynamics in chimica o sistemi fisici.
Una caratteristica caratteristica dell ’ attività enzimatica in relazione al tipo di substrato per l ’ enzima o molecola catalitica reagisce.

La acetilcolina è un neurotrasmettitteore importante nel sistema nervoso centrale e periferico. È responsabile della trasmissione dei segnali tra le cellule nervose (neuroni) e tra i neuroni e altri tipi di cellule, come i muscoli scheletrici.

L'acetilcolina è sintetizzata all'interno del neurone a partire dalla colina, un amminoacido, e dall'acetil-coenzima A (acetil-CoA) con la partecipazione dell'enzima colina acetiltransferasi. Una volta prodotta, l'acetilcolina viene immagazzinata nei vescicole presenti all'interno del neurone e rilasciata nella fessura sinaptica (spazio tra due cellule nervose) quando si verifica un potenziale d'azione.

Nel sistema nervoso periferico, l'acetilcolina svolge un ruolo importante nella contrazione muscolare e nel controllo della frequenza cardiaca. Nel sistema nervoso centrale, è implicata in diversi processi cognitivi come la memoria e l'apprendimento.

L'effetto dell'acetilcolina viene terminato dal suo legame con i recettori nicotinici e muscarinici presenti sulla membrana postsinaptica, che ne causa il riassorbimento e la degradazione ad opera dell'enzima acetilcolinesterasi.

La acetiltiocolina è un sale dell'acetilcolina ed è spesso utilizzata come farmaco per trattare alcune condizioni mediche, come la miastenia gravis, una malattia neuromuscolare che causa debolezza muscolare.

L'acetilcolinesterasi è un enzima importante presente nel corpo umano, che svolge un ruolo cruciale nella trasmissione dei segnali nervosi. Più specificamente, questo enzima è responsabile della degradazione dell'acetilcolina, un neurotrasmettitore che permette la comunicazione tra le cellule nervose (neuroni).

L'acetilcolinesterasi catalizza la reazione chimica che divide l'acetilcolina in due molecole più piccole: acetato e colina. Questo processo consente di interrompere rapidamente la trasmissione del segnale nervoso, permettendo al sistema nervoso di funzionare in modo efficiente ed efficace.

L'inibizione dell'acetilcolinesterasi è il meccanismo d'azione di alcuni farmaci utilizzati per trattare diverse condizioni mediche, come la miastenia gravis e la demenza senile. Questi farmaci aumentano i livelli di acetilcolina nel cervello, migliorando così la trasmissione dei segnali nervosi e alleviando i sintomi della malattia.

Tuttavia, l'uso prolungato o improprio di questi farmaci può portare a effetti collaterali indesiderati, come crampi muscolari, nausea, sudorazione eccessiva, aumento della salivazione e problemi respiratori. Inoltre, l'eccessiva inibizione dell'acetilcolinesterasi può causare una condizione pericolosa per la vita chiamata overdose da colina, che richiede un trattamento medico immediato.

La colinesterasi è un enzima che facilita la decomposizione dell'acetilcolina, un neurotrasmettitore importante nel sistema nervoso parasimpatico e in alcune funzioni cerebrali. Esistono due forme principali di questo enzima: l'acetilcolinesterasi (AChE) e la butirrilcolinesterasi (BChE). L'AChE si trova principalmente a livello della sinapsi neuromuscolare e nel cervello, dove svolge un ruolo cruciale nella trasmissione degli impulsi nervosi. La BChE, invece, è presente in diversi tessuti corporei, come fegato, reni e plasma sanguigno, e contribuisce principalmente all'eliminazione di sostanze chimiche estranee.

L'attività della colinesterasi può essere misurata attraverso test specifici, che possono essere utilizzati per valutare l'esposizione a determinati agenti chimici o per monitorare la risposta ai farmaci che influenzano questo enzima. Alcuni esempi di tali farmaci includono gli inibitori della colinesterasi, come il donepezil e la galantamina, impiegati nel trattamento della malattia di Alzheimer per aumentare i livelli di acetilcolina nel cervello.

Un'eccessiva inibizione della colinesterasi può causare una condizione nota come sindrome colinergica, caratterizzata da sintomi quali sudorazione eccessiva, nausea, vomito, diarrea, bradicardia, ipotensione, confusione mentale, convulsioni e perdita di coscienza. Questa condizione può verificarsi a seguito dell'esposizione accidentale o intenzionale a sostanze chimiche che inibiscono la colinesterasi, come alcuni pesticidi organofosforici e agenti nervini.

La tetraisopropilpirofosfamide (TEPA) è un agente alchilante utilizzato in chemioterapia. È un liquido chiaro e igroscopico con un odore caratteristico. Viene utilizzato per trattare una varietà di tumori, tra cui il cancro alla prostata, il sarcoma dei tessuti molli, il linfoma di Hodgkin e il carcinoma a cellule renali.

Il farmaco agisce interferendo con la divisione cellulare nelle cellule tumorali, il che significa che le cellule tumorali non possono più crescere e dividersi, portando alla morte delle cellule cancerose. Tuttavia, TEPA può anche avere effetti collaterali dannosi sulle cellule sane del corpo, in particolare su quelle con un tasso di divisione cellulare elevato, come i globuli bianchi, i globuli rossi e le piastrine.

Gli effetti collaterali comuni della TEPA includono nausea, vomito, perdita di capelli, stanchezza, aumento del rischio di infezioni e sanguinamento. Gli effetti collaterali più gravi possono includere danni ai reni, al fegato e al midollo osseo. La TEPA è generalmente somministrata per via endovenosa in un ambiente ospedaliero sotto la supervisione di un medico esperto nella sua somministrazione e gestione degli effetti collaterali.

Gli inibitori della colinesterasi sono un gruppo di farmaci che bloccano l'attività dell'enzima colinesterasi, impedendogli di scomporre l'acetilcolina, un neurotrasmettitore importante nel sistema nervoso parasimpatico e nel muscolo scheletrico. Di conseguenza, i livelli di acetilcolina aumentano, il che porta all'attivazione dei recettori colinergici e all'innesco di una risposta parasimpatica o alla stimolazione della contrazione muscolare.

Questi farmaci sono utilizzati nel trattamento di diverse condizioni mediche, come la miastenia gravis, una malattia neuromuscolare caratterizzata da una debolezza muscolare progressiva, e il glaucoma, una condizione oculare che provoca un aumento della pressione intraoculare. Inoltre, sono anche utilizzati come antidoti per i gas nervini, agenti chimici altamente tossici che agiscono inibendo l'attività della colinesterasi e causando sintomi simili a quelli di una overdose da inibitori della colinesterasi.

Gli effetti collaterali degli inibitori della colinesterasi possono includere nausea, vomito, diarrea, aumento della salivazione, sudorazione e broncospasmo. In dosi elevate o in presenza di fattori di rischio specifici, possono verificarsi effetti più gravi, come convulsioni, depressione respiratoria e arresto cardiaco. Pertanto, è importante che questi farmaci siano utilizzati sotto la stretta supervisione medica e che vengano monitorati attentamente i livelli di acetilcolina e gli effetti collaterali durante il trattamento.

La tiocolina è un farmaco utilizzato come agente di contrasto per gli studi di imaging radiologico, in particolare nella radiologia digestiva. Agisce come un mezzo di contrasto negativo, riducendo l'assorbimento di radiazioni e migliorando la visualizzazione dei tessuti molli e del tratto gastrointestinale.

Viene comunemente utilizzata per esaminare l'esofago, lo stomaco, l'intestino tenue e crasso, aiutando a identificare eventuali anomalie strutturali o funzionali come lesioni, infiammazioni, stenosi o tumori.

La tiocolina è disponibile in diverse formulazioni, tra cui liquidi, polveri solubili e capsule, e viene somministrata per via orale o rettale, a seconda della procedura di imaging richiesta. Prima dell'esame, il paziente deve seguire istruzioni specifiche relative alla preparazione dietetica e all'assunzione del farmaco.

Gli effetti avversi associati all'uso della tiocolina sono generalmente lievi e transitori, e possono includere crampi addominali, diarrea, nausea o vomito. In casi rari, possono verificarsi reazioni allergiche al farmaco, che richiedono un'attenzione medica immediata.

La butirilcolinesterasi è un enzima che si trova nel plasma sanguigno e in altri tessuti del corpo. L'enzima svolge un ruolo importante nella disattivazione di sostanze chimiche chiamate esterei dell'acido colico, che includono la butirrina e l'istamina.

La butirilcolinesterasi è anche nota per idrolizzare la cocaina nel fegato e nel cervello, contribuendo alla sua eliminazione dall'organismo. Inoltre, l'enzima svolge un ruolo nella regolazione della trasmissione nervosa, poiché può degradare l'acetilcolina, un neurotrasmettitore importante nel sistema nervoso centrale e periferico.

L'attività della butirilcolinesterasi può essere influenzata da vari fattori, come età, sesso, malattie e farmaci. Alcuni farmaci, come gli inibitori della colinesterasi, possono bloccare l'azione dell'enzima, aumentando i livelli di acetilcolina nel cervello e causando effetti collaterali come nausea, vomito, sudorazione e aumento della salivazione.

Una carenza congenita di butirilcolinesterasi è stata associata a un rischio più elevato di sviluppare la malattia del midollo spinale neurodegenerativa nota come atassia-teleangectasia, sebbene la relazione tra i due non sia completamente compresa.

L'idrolisi è un processo chimico che si verifica quando una molecola è divisa in due o più molecole più piccole con l'aggiunta di acqua. Nella reazione, l'acqua serve come solvente e contribuisce ai gruppi funzionali polari (-OH e -H) che vengono aggiunti alle molecole separate.

In un contesto medico-biologico, l'idrolisi è particolarmente importante nelle reazioni enzimatiche, dove gli enzimi catalizzano la rottura di legami chimici in molecole complesse come proteine, carboidrati e lipidi. Ad esempio, durante la digestione, enzimi specifici idrolizzano le grandi molecole alimentari nei loro costituenti più semplici, facilitandone così l'assorbimento attraverso la parete intestinale.

L'idrolisi è anche un meccanismo importante per la sintesi e la degradazione di macromolecole come polisaccaridi, proteine e lipidi all'interno delle cellule. Questi processi sono fondamentali per la crescita, la riparazione e il mantenimento dei tessuti e degli organismi.

In medicina e fisiologia, la cinetica si riferisce allo studio dei movimenti e dei processi che cambiano nel tempo, specialmente in relazione al funzionamento del corpo e dei sistemi corporei. Nella farmacologia, la cinetica delle droghe è lo studio di come il farmaco viene assorbito, distribuito, metabolizzato e eliminato dal corpo.

In particolare, la cinetica enzimatica si riferisce alla velocità e alla efficienza con cui un enzima catalizza una reazione chimica. Questa può essere descritta utilizzando i parametri cinetici come la costante di Michaelis-Menten (Km) e la velocità massima (Vmax).

La cinetica può anche riferirsi al movimento involontario o volontario del corpo, come nel caso della cinetica articolare, che descrive il movimento delle articolazioni.

In sintesi, la cinetica è lo studio dei cambiamenti e dei processi che avvengono nel tempo all'interno del corpo umano o in relazione ad esso.

La specificità del substrato è un termine utilizzato in biochimica e farmacologia per descrivere la capacità di un enzima o una proteina di legarsi e agire su un singolo substrato o su un gruppo limitato di substrati simili, piuttosto che su una gamma più ampia di molecole.

In altre parole, l'enzima o la proteina mostra una preferenza marcata per il suo substrato specifico, con cui è in grado di interagire con maggiore affinità e velocità di reazione rispetto ad altri substrati. Questa specificità è dovuta alla forma tridimensionale dell'enzima o della proteina, che si adatta perfettamente al substrato come una chiave in una serratura, permettendo solo a determinate molecole di legarsi e subire la reazione enzimatica.

La specificità del substrato è un concetto fondamentale nella comprensione della regolazione dei processi metabolici e della farmacologia, poiché consente di prevedere quali molecole saranno più probabilmente influenzate da una particolare reazione enzimatica o da un farmaco che interagisce con una proteina specifica.

Acetiltiocolina. < Acetiltransferasi. 27557d27321 < Acetoacetati. 27566,27567d27329 < Acetoesamide. < Acetofenoni. 27582, ...

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