La parola "Alouatta" non è un termine medico, ma il nome scientifico di un genere di primati noti come scimmie urlatrici. Queste scimmie sono originarie delle foreste pluviali dell'America centrale e meridionale. Sono chiamate "scimmie urlatrici" a causa del loro particolare modo di comunicare, che consiste nell'emettere forti richiami acustici per marcare il territorio e attirare i membri del proprio gruppo.

Le scimmie urlatrici sono famose anche per la loro capacità di ruotare i loro polsi a 180 gradi, un'abilità che gli permette di muoversi con agilità attraverso l'intricata rete di rami degli alberi della foresta pluviale.

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La parola "Cebidae" è una terminologia utilizzata in biologia e classificazione scientifica degli esseri viventi, più precisamente nella tassonomia dei primati. Si riferisce ad una famiglia di primati platirrini (scimmie del Nuovo Mondo) che include diverse specie di scimmie, come capucine, caiabi, saimiri, titi, sakì e altri generi estinti.

Questa famiglia è caratterizzata da alcune peculiarità anatomiche, come la presenza di un pollice opposibile, una coda lunga e muscolosa che può essere utilizzata per l'equilibrio o persino come quinto arto, e una dieta variabile che include frutta, insetti, foglie e altri alimenti.

Tuttavia, è importante notare che la classificazione scientifica degli esseri viventi è soggetta a cambiamenti e revisioni sulla base delle nuove ricerche e scoperte scientifiche. Pertanto, la composizione e il nome della famiglia Cebidae potrebbero variare nel tempo.

L'iperplasia focale epiteliale (FEP) è un tipo comune di lesione benigna dell'epitelio ghiandolare che si verifica principalmente nelle ghiandole salivari, ma può anche essere trovata in altre ghiandole escretorie come quelle presenti nella tiroide, polmoni e mammelle.

FEP è caratterizzata dalla proliferazione focale di cellule epiteliali all'interno delle ghiandole, portando alla formazione di una massa ben definita o nodulo. Questa crescita eccessiva di cellule è solitamente asintomatica e viene spesso scoperta accidentalmente durante esami radiologici o durante un intervento chirurgico per altre condizioni.

La causa dell'iperplasia focale epiteliale non è completamente compresa, ma si pensa che possa essere dovuta a una reazione anormale alle infezioni, infiammazioni o traumi locali. Alcuni studi suggeriscono anche una possibile associazione genetica con questa condizione.

Mentre la maggior parte dei casi di FEP sono benigni e non richiedono trattamento, in alcune occasioni possono presentarsi difficoltà nel distinguerli da lesioni maligne più aggressive. In questi casi, potrebbe essere necessario un intervento chirurgico per rimuovere la lesione e sottoporla ad esame istologico per confermare la diagnosi.

È importante notare che le persone con FEP hanno un rischio leggermente aumentato di sviluppare tumori maligni in futuro, sebbene questo rischio sia basso complessivamente. Pertanto, è consigliabile sottoporsi a controlli regolari per monitorare lo stato delle ghiandole colpite.

La parola "Platirrina" non è comunemente usata come termine medico, ma piuttosto si trova nella classificazione scientifica degli animali. In particolare, il termine "Platirrini" (o Platyrrhini) si riferisce a un sottordine di primati che include le scimmie del Nuovo Mondo, come tamarini, capuccini e saimiri.

Questo gruppo di primati è caratterizzato dall'avere il muso allungato e la narice larga e divisa da un setto nasale piatto, da cui deriva il nome "Platirrini", che significa letteralmente "naso largo e piatto". Questa caratteristica distingue le scimmie del Nuovo Mondo dalle scimmie del Vecchio Mondo (Catarrrhini), che hanno invece il muso più corto e le narici ravvicinate e rivolte verso il basso.

In sintesi, "Platirrini" è un termine utilizzato nella classificazione scientifica degli animali per riferirsi a un gruppo di primati che comprende le scimmie del Nuovo Mondo, caratterizzate dal muso allungato e dalle narici larghe e divise da un setto nasale piatto.

Non esiste una definizione medica specifica chiamata "malattie delle scimmie". Tuttavia, il termine è talvolta usato in modo informale per riferirsi a una serie di malattie zoonotiche (cioè, trasmesse dagli animali all'uomo) che possono essere contratte attraverso il contatto con scimmie o altri primati non umani. Alcune di queste malattie includono la febbre emorragica della scimmia, la rabbia e l'herpesvirus B simiano. È importante notare che molte di queste malattie possono essere gravi o persino fatali per gli esseri umani, quindi è fondamentale prendere precauzioni quando si entra in contatto con scimmie o altri primati non umani, specialmente in ambienti selvatici.